Ceci di Zollino secchi

cece di Zollino

Tra i vari legumi coltivati e, successivamente, utilizzati nella cucina e tradizione salentina, si distingue un particolarissimo genotipo di cece, frutto del lavoro di agricoltori locali, che sono riusciti a ottenere una specie molto forte e resistente alle intemperie e alle temperature molto alte dei mesi estivi. Un lavoro secolare che ha dato luogo a un legume unico, dal sapore dolce e deciso al tempo stesso, disponibile anche nella variante nera.

Tra le peculiarità dei ceci di Zollino, l’abbondanza di prodotto che è possibile raccogliere dalle singole piante.

 

Scheda identificativa del prodotto:

 

Categoria prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
Nome ufficiale in elenco G.U. ceci/ceci neri
Aree di rinvenimento prodotto provincia di Lecce

 

Dati prodotto:

Periodo di produzione febbraio- marzo semina
Descrizione legume appartenente al genotipo Cicer arietinum L., dimensioni più ridotte rispetto ai tradizionali ceci, reperibile anche nella colorazione nera
Storia un legume che si deve al ritrovamento di una vecchia semenza, conservata dagli avi contadini, che ha portato a questo particolare genotipo.
Elementi si semina tra la fine dell’inverno e inizio primavera. Le radici della pianta si ancorano a oltre un metro di profondità, garantendo resistenza e ottima qualità del prodotto anche alle temperature più calde e fredde.
Note è uno degli ingredienti base del piatto tipico salentino denominato “ciciari e tria”.

 

Tra i piatti più rinomati della tradizione culinaria salentina si annovera il primo piatto “Tria con i ciciari”, una squisita portata che si usa principalmente per rendere omaggio a San Giuseppe che ricorre il 19 marzo, in occasione della festa del papà, ma ovviamente i salentini amano portarla in tavola ogni qual volta se ne presenta la possibilità, secondo i propri gusti.

Ecco a voi la ricetta completa per realizzarla.

 

Tria con i ceci di Zollino

Ciciari e tria

Ingredienti per circa 8 persone

½ kg di ceci secchi di Zollino
1 spicchio d’aglio
1 costa di sedano
1 pomodoro maturo
olio d’oliva
sale e pepe q.b.
700 gr di farina (250 bianca e 350 di grano tenero)
acqua


Per prima cosa cominciare col preparare i ceci, mettendoli a bagno dalla sera precedente in abbondante acqua e bicarbonato, che servirà per rendere i legumi più morbidi e digeribili.
Il mattino dopo scolare e risciacquare abbondantemente i ceci, ricoprirli di acqua fresca e metterli a bollire con il pomodoro, lo spicchio d’aglio e la costa di sedano, con una abbondante manciata di sale. Cuocere a fuoco lento per circa due ore, sino a che non saranno cotti.
Nel frattempo preparare la pasta, mettendo la farina su una spianatoia e impastandola con acqua tiepida, sino a ottenere una palla morbida e facile da lavorare. Una volta fatta stenderla con i mattarello, sino a ridurla a una sfoglia sottilissima. Fatto questo spolverare la superficie con farina e arrotolare un pezzo di sfoglia su se stessa, come a formare un tubo, spolverare di farina ogni volta e arrotolare sino alla fine della sfoglia. In questo modo avremo la nostra sfoglia tubolare, pronta per essere tagliata in striscioline di un centimetro e mezzo massimo larghe.  Una volta ottenute queste tagliatelle più spesse adagiarle su un vassoio coperte da un canovaccio, in modo che non prendano umidità e si incollino. Una manciata di questa pasta va fritta in qualche cucchiaio di olio bollente, sino a fare i cosiddetti “frizzuli”, che andranno ad arricchire il piatto. Una volta pronti i ceci scolateli (non del tutto) e uniteli alla pasta precedentemente cotta, spolverate con una bella manciatina di pepe e unite i pezzi di pasta fritta.

Buon appetito!

 

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