Fichi secchi mandorlati

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Una prelibatezza che viene servita in tavola grazie all’unione di due frutti, un connubio perfetto di sapori e tradizioni che celebrano la Puglia in tutta la sua bellezza mediterranea.

Parliamo dei fichi mandorlati, preparazione tipica di un sud fatto ancora di sapori e usi ben radicati in cucina, con un occhio particolare a quelli che si producono a San Michele Salentino, riconosciuto come prodotto tipico tradizionale dal Ministero delle Politiche Agricole.

Scheda identificativa del prodotto:

Categoria prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
Nome ufficiale in elenco G.U. fichi secchi mandorlati
Aree di rinvenimento prodotto  Puglia

Dati prodotto:

Periodo di produzione estate
Descrizione Fichi della varietà Dottato, una pregiata varietà di fico diffusa nel Mezzogiorno e tutelato in quanto derivante da uno specifico ecotipo della cultivar Dottato, che si è andato selezionando e diffondendo nell’area Mediterranea. La polpa ha una consistenza pastosa, dolcissima, con un colorito ambrato, acheni vuoti.
Storia  Rinomato e tipico soprattutto a San Michele Salentino, paese che utilizza per il dolce mandorle locali, della varietà cultivar Riviezzo o Cegliese, BottariGenco, Sciacallo, Tondina. 

Si tratta di un presidio slow food.

Elementi Si preparano in estate, in aziende agricole o edifici rurali privati 
Note è uno degli ingredienti più utilizzato nella cucina sia lucana che pugliese.

ll fico secco mandorlato rientrante tra i “Prodotti Tipici Tradizionali” dal Ministero delle Politiche Agricole, è una delle leccornìe del sud. Un’idea che si è sviluppata a San Michele Salentino,  nel primo dopoguerra, per far sì che venisse smaltito un frutto prodotto in abbondanza dai diversi alberi di mandorlo presenti sul territorio . Il fico mandorlato è costituito da fichi secchi accoppiati,  con all’interno una mandorla, insaporiti da spezie naturali. Tra le meraviglia che ancora suscita questo dolce c’è quella legata alla sua preparazione, una sorta di rito che unisce e coinvolge le famiglie salentine in estate.

La sveglia presto per la raccolta dei fichi, la sbucciatura minuziosa, l’apertura a metà e la sistemazione su vecchie reti di materassi coperti con lenzuola di lino, o cannizzi, sono pratiche legate ancora alla tradizione, che compattano le famiglie e ne celebrano le proprie radici, in modo esemplare.
Ecco la ricetta con cui realizzarli e conservarli per l’inverno.

Premessa: i fichi vanno raccolti ad agosto o i primi giorni di settembre, dopo di che necessitano del  tempo necessario per essiccare al sole (una settimana massimo, in genere).

Ingredienti

Una ventina di fichi della varietà “Dottato”
mandorle
finocchio selvatico
limone

Procedimento:

Una volta raccolti i fichi, sbucciateli facendo attenzione al latte di vegetazione, piuttosto irritante. Tagliateli a metà con un coltello e stendeteli su una superficie piana al sole, ben coperti con un telo leggero e traspirante, in modo da preservarli da terra e insetti.
Una volta essiccati,  dopo circa 5/6 giorni, aggiungete all’interno di una metà di fico una mandorla, che avrete precedentemente tostato in forno o in una pentola antiaderente. Aggiungete, ancora, la scorza di un limone, un seme di finocchietto selvatico e accoppiate con un’altra metà di fico secco. Successivamente cuocete in forno, a 100 gradi per circa venti minuti.  Al termine della cottura posizionate i fichi ancora caldi in contenitori di vetro o ceramica sottoposti a pressione. Il giorno successivo si possono sistemare in modo definitivo nei vasetti di vetro.

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